Un incontro speciale: il nostro giro sull’elefante al Sampran Riverside
Una breve deviazione verso il Sampran Riverside Villa si rivela una scelta perfetta nel tragitto di ritorno verso Bangkok. Il luogo è immerso nella natura, curato e tranquillo, con un’atmosfera che invita a rallentare. Decidiamo di dedicarci principalmente ad un’attività che incuriosisce tutti e tre: il giro sull’elefante.

Samuele è ancora molto piccolo, ma mostra subito entusiasmo. L’elefante si avvicina con passo lento e sicuro. Ha una pelle spessa e rugosa, di un grigio caldo punteggiato da macchie più scure. Le orecchie si muovono ritmicamente, la proboscide esplora l’ambiente con movimenti precisi e delicati. Saliti su una piattaforma in legno, ci sistemiamo sul dorso dell’animale, che si muove con sorprendente stabilità.

Il percorso è breve, ma sufficiente per osservare da vicino le peculiarità dell’elefante. La sua forza si percepisce in ogni passo, ma è la calma che colpisce di più. Samuele ride quando l’elefante si ferma e gira la testa, e si illumina quando riesce ad accarezzarlo. Scattiamo diverse foto: una lo ritrae mentre guarda l’animale con occhi pieni di stupore, un’altra mentre sorride con la proboscide che sfiora la sua mano.
Il personale del Sampran Riverside è gentile e attento. Gli elefanti sembrano abituati alla presenza umana, ma non appaiono mai forzati. Si muovono con dignità, rispondono ai comandi con naturalezza. L’intelligenza dell’animale emerge nei piccoli gesti: la capacità di seguire il percorso, di interagire con noi, di mantenere un ritmo costante.

Questa esperienza, seppur breve, lascia un segno. Il contatto diretto con l’elefante, la sua imponenza e la sua gentilezza, trasformano una semplice attività in un momento speciale. Le foto scattate diventano ricordi preziosi, e Samuele, pur così piccolo, sembra cogliere la magia dell’incontro. Al Sampran Riverside Villa, l’elefante non è solo un’attrazione: è un compagno di viaggio silenzioso, che racconta la Thailandia con ogni passo.