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Tra scorpioni e odori intensi: il nostro street food pechinese

A Pechino il cibo di strada non è un contorno: è parte del paesaggio. Ogni volta che uscivamo dall’hotel bastavano pochi passi per ritrovarci davanti a bancarelle piene di spiedini, piatti fumanti, dolci colorati e profumi che cambiavano a ogni metro. Il nostro hotel era vicino a Qianmen Street, e praticamente ogni sera finivamo lì, perché era la via più viva, più caotica e più “Pechino” di tutte.

Bancarelle ovunque: spiedini, patate a spirale, panini e profumi che cambiano ogni metro.

Io mi limitavo a guardare incuriosita, assaggiando al massimo qualche dolcetto o il tè che spesso ci veniva offerto nei negozi. Alessandro e Samuele invece avevano un’idea precisa: provare tutto ciò che sembrava vagamente commestibile, compresi gli insetti che avevano visto nelle loro trasmissioni preferite, tipo Pechino Express.

Il banco più curioso di Qianmen: insetti di ogni tipo sullo spiedo

Non abbiamo dovuto cercare molto: a pochi passi dalla metro di Qianmen abbiamo trovato la bancarella perfetta, con scorpioni, ragni, centopiedi e bachi da seta infilati su spiedini come fossero patatine.

Samuele inaugura l’assaggio degli scorpioni

Davanti agli scorpioni l’entusiasmo dei due era evidente. Samuele ha assaggiato per primo, senza pensarci troppo. Alessandro lo ha seguito subito dopo e ne ha mangiati addirittura due, come se fosse la cosa più normale del mondo. Io ho passato il turno senza alcun rimpianto.

Scorpioni croccanti: più scenografici che saporiti

Alla fine erano entrambi concordi nel dire che non avevano praticamente sapore e che, rispetto ai vermi dell’albero del mopane mangiati in Botswana, questi scorpioni erano quasi una merenda leggera.

Spicchi di torta al vapore, perfetti come snack veloce

Ovviamente non ci siamo fermati lì. Vicino all’hotel c’erano venditori di spiedini di carne, verdure, tofu e pesce. Abbiamo provato quelli con tentacoli di polpo e calamari, dal sapore forte e affumicato, uno di quei piatti che mangi senza chiedere troppe spiegazioni.

Polpo alla piastra: sapore forte e affumicato, promosso senza dubbi

In altre bancarelle abbiamo trovato crepes cinesi, dolci gialli tagliati a spicchi, ciotole di carne e verdure già pronte e persino zucchero artistico modellato a forma di animali, più simile a un souvenir che a un dolce.

Piccole sculture di zucchero, tipiche dei mercati cinesi

Girando per altri quartieri “tipici”, fuori da Qianmen, abbiamo scoperto che Pechino è piena di street food molto diverso dal nostro.

Crepe salata in lavorazione per il nostro primo pranzo pechinese

Ci sono gelati gustosi, spesso con forme strane; frutta particolare, tagliata e servita come piccoli gioielli; e soprattutto odori completamente diversi da quelli occidentali. A volte invitanti, altre volte difficili da decifrare, ma sempre parte dell’esperienza.

Valeria punta sulla crepe pechinese: scelta saggia

In mezzo a tutto questo abbiamo inaugurato anche la fase “bevande locali”: bubble tea, tè freddi, bibite colorate prese direttamente dalle bancarelle. Loro sorridenti con i bicchieri enormi, io che li guardo divertita.

Pausa rinfrescante tra una bancarella e l’altra

Alla fine, lo street food di Pechino è stato uno dei pezzi più autentici del viaggio. Non solo per gli scorpioni (che comunque resteranno nella storia), ma per tutto il resto: le bancarelle, le luci, i profumi, le persone, i piatti preparati al momento, le cose che non sai cosa siano ma le provi lo stesso. Ogni sera era una piccola avventura, e ogni foto che abbiamo scattato racconta un pezzetto di quella confusione meravigliosa che è Pechino.