Culture, storia e naturaKosovo

Gračanica: spiritualità e storia alle porte di Pristina

Partiti da Skopje con la nostra guida/autista, ci siamo diretti verso Pristina attraversando paesaggi collinari e villaggi sparsi. Poco prima di arrivare in città, ci siamo fermati per visitare il Monastero di Gračanica, uno dei luoghi più significativi del Kosovo, sia dal punto di vista storico che culturale. Il monastero si trova in un’enclave serba a circa 5 km da Pristina, immerso in un giardino silenzioso e protetto da alte mura. L’ingresso è sobrio, ma una volta dentro si viene avvolti da un’atmosfera intensa: affreschi medievali ricoprono ogni parete, raffigurando santi, scene bibliche e momenti liturgici. La luce che filtra dalle piccole finestre rende tutto ancora più suggestivo.

Arrivati al Monastero di Gračanica

Costruito nel 1321 per volontà del re serbo Stefano Milutin, il monastero sorge sulle rovine di una basilica paleocristiana del VI secolo. È considerato uno dei capolavori dell’architettura serbo-bizantina, con la sua struttura a croce e le cinque cupole che dominano il paesaggio. Dal 2006 è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La nostra guida ci ha raccontato che, dopo il conflitto del Kosovo del 1999, il monastero ha assunto anche un ruolo politico e spirituale per la comunità serba locale. Oggi vi risiedono 24 suore, impegnate nella vita monastica e nella conservazione delle icone. Un dettaglio curioso: nel nartece è raffigurata la morte del metropolita Dionisije, che nel XVI secolo commissionò le porte reali ancora visibili.

Foto di famiglia di fronte al Monastero

Abbiamo anche scoperto che esiste una replica del monastero a Chicago, costruita nel 1984 dalla diaspora serba. È più piccola, ma riproduce fedelmente ogni dettaglio architettonico e decorativo. La visita è durata circa mezz’ora. Samuele era affascinato dagli affreschi e ha chiesto chi fossero i personaggi raffigurati. Io, invece, ho percepito la forza di un luogo che ha resistito a secoli di cambiamenti, guerre e tensioni, mantenendo intatta la sua spiritualità. Ripartendo verso Pristina, il monastero ci è rimasto negli occhi e nel cuore. Non è solo una tappa culturale, ma un frammento vivo di una storia complessa, che merita di essere conosciuta e rispettata.