Pura Tirta Empul: tra acqua sacra e tradizione balinese
Il Pura Tirta Empul ci ha accolti con il suo ingresso solenne e il profumo di incenso nell’aria. Prima di entrare, ci hanno chiesto di indossare un sarong e una fascia in vita, segno di rispetto per il luogo sacro. Samuele, inizialmente contrariato per la cintura di stoffa, ha finito per indossarla con orgoglio, come fosse parte di un rito iniziatico.

Il tempio, costruito nel 962 d.C., è dedicato al dio Vishnu e ruota attorno a una sorgente naturale considerata sacra dai balinesi. L’acqua sgorga limpida da una vasca centrale e alimenta una serie di fontane dove i fedeli si immergono per il rituale di purificazione.

Abbiamo osservato in silenzio uomini e donne seguire con precisione il percorso da una fontana all’altra, ciascuna con un significato diverso: salute, fortuna, protezione.

La struttura è articolata in tre cortili principali: il jaba pisan (cortile esterno), il jaba tengah (cortile centrale con le vasche) e il jeroan (cortile interno riservato alla preghiera). Le statue e le decorazioni in pietra vulcanica sono ricoperte di muschio, segno del tempo e dell’umidità tropicale.

In uno degli angoli meno affollati, un sacerdote ci ha spiegato che l’acqua della sorgente è talmente pura che viene usata anche per cerimonie fuori dal tempio. Ci ha mostrato una piccola vasca dove nuotavano pesci colorati, simbolo di prosperità. Samuele ha chiesto se si potessero toccare, ma il sacerdote ha sorriso e risposto che “l’acqua li protegge, non li imprigiona”.

Abbiamo lasciato il tempio con una sensazione di rispetto e curiosità, consapevoli di aver visitato un luogo dove spiritualità e natura convivono da più di mille anni.